Perché il Tantra?
testo di: Antonio Sbisà <> tratto da:  Erba Sacra 

Come mai si propone l’attenzione al Tantra?

Perché questa filosofia-esperienza costituisce un progetto di formazione e di esplorazione sulle connessioni fra la spiritualità, la sessualità e la creatività.

Che cosa implica il Tantra come spiritualità?

Propone una visione non dualista del divino e della realtà, umana e cosmica. Concepisce il divino presente nei corpi, nei piaceri, nella sessualità. Unisce la dimensione dello sforzo con la dimensione del piacere e della beatitudine. Unisce la percezione del divino dentro di noi e la percezione del divino negli altri, nella natura, nel cosmo, nella coscienza interdimensionale.

Che cosa propone come sessualità?

Propone una coltivazione della sessualità umana affinchè sia in grado di farci vivere l’estasi e la beatitudine, concepite come esplorazione del divino. Propone l’unione sessuale come celebrazione dell’unità con il divino. Vengono proposti degli itinerari di formazione che comprendono da una parte l’innamoramento del divino e la consapevolezza di essere Dio, dall’altra lo scioglimento dei blocchi del corpo e della mente, la respirazione, l’attivazione delle energie profonde, la capacità di vivere le passioni ed i piaceri sapendole contemporaneamente aumentare e controllare, l’amplificazione dei sensi ed una profonda esperienza dell’orgasmo. La capacità-possibilità di vivere intensamente l’orgasmo apre la via al superamento dell’ego come individualità separata e quindi alla percezione gioiosa del divino come beatitudine.

Che cosa propone come creatività?

La coltivazione delle esperienze estetiche ed erotiche facilita l’attenuazione dell’ego e la scoperta di una diversa percezione della realtà. La creatività nel comportamento implica il superamento della morale sociale tradizionale, la trasgressione, la destrutturazione di abitudini e concezioni, l’apertura alla meraviglia, il superamento della coscienza ordinaria., la capacità di creare e di partecipare alla creazione divina permanente. Si scopre, dentro di noi e fuori di noi, una realtà infinitamente più piacevole, beata e misteriosa.

Ci sono delle applicazioni e degli orientamenti per la vita dell’amore e della coppia?

Non possiamo concepire il tantra e le esperienze spirituali come uno stimolo od un rimedio per le relazioni amorose e per le coppie. Se si assume come priorità una formazione spirituale personale, certamente i frutti possono poi espandersi nelle relazioni. Una preparazione tantrica fa diventare la sessualità consapevole ed aperta ai processi dell’estasi. Una preparazione spirituale di questo tipo arricchisce le emozioni e le intensità dell’amore, allontanandolo dal possesso. Esiste una pratica spirituale-relazionale che può aprire la coppia ad una apertura sessuale e sensuale più vasta della vita della coppia; rientra qui la possibile ma non necessaria dimensione della coppia aperta.

Alcune citazioni utili

Nell’intento di proporre una visione accessibile a tutti, ecco come si esprime la giornalista che si presenta come Alice Ki:
“La parola Tantra deriva dalle parole sanscrite Tan e Tra. La radice tan significa estensione, espansione, stiramento. Tra significa liberare, sciogliere, emancipare, rendere liberi…Possiamo essere liberati espandendo la nostra coscienza…Il tantra si basa sull’azione: ogni aspetto della creazione e dell’esistenza è da considerarsi sacro ed è visto come un atto di devozione. Il praticante cerca quindi di trasformare ogni aspetto della vita quotidiana in qualcosa di divino. L’illuminazione, infatti, può essere trovata in tutte le attività, inclusa l’intimità sessuale. Si padroneggiano il desiderio, il piacere, non combattendoli o rimuovendoli, ma immergendovisi totalmente… La pratica tantrica costruisce e demolisce la realtà, come un gioco, fino a che essa diventa la vera natura delle cose, l’essenza, il vuoto, il puro potenziale che esplode in energia e materia in ogni momento. Il praticante tantrico manda in frantumi l’apparenza ordinaria creando nuove strutture esistenziali. Non si tratta di visualizzazioni creative nel senso generalmente usato, ma di decostruire blocchi di realtà e ricostruirne altri alternativi. … L’obiettivo è quello di riconoscere la propria intima, intrinseca natura primordiale sotto tutte le apparenze. Quando la vera natura di ogni cosa viene rivelata, anche il più insignificante momento acquista un’estrema bellezza che scuote la mente. In questo modo, non c’è più nulla di ordinario nella vita.
Il tantra incoraggia a vivere la vita intensamente, totalmente, liberandola dalle tensioni, dai modelli precostituiti, dalle inibizioni. E’ il sentiero dell’anima che onora anche il corpo celebrando i sensi e le esperienze di vita. E’ dire sì alla vitalità, alla sacralità del corpo e alla gioia della sessualità e dell’amore. ... Tutte le sensazioni, tutti i piaceri sono quindi, in fondo, emanazioni del Divino. I sensi hanno la capacità di provare delizia e stupore e, allora, il praticante li utilizzerà per accrescere la sua coscienza. Se si innalza il livello di sensibilità nei riguardi della bellezza di ogni cosa che ci circonda, possiamo avvicinarci sempre più al senso di meraviglia e stupore emanato dalla creazione, che è la pulsazione ininterrotta della coscienza che pervade qualsiasi esperienza.
La curiosità, lo slancio e un po’ di coraggio, saranno qualità necessarie per rivedere il nostro rapporto con l’energia sessuale e per confrontarci con gli aspetti più nascosti della nostra psiche. E’ un percorso di osservazione del se e del proprio corpo, e di riscoperta del piacere come funzione evolutiva. Prenderemo coscienza che l’Essere Umano prima di poter condividere intimità e amore necessita di stabilità e indipendenza emotiva. La capacità di riconoscere e prendersi cura delle proprie emozioni è garanzia di rispetto reciproco, fondamentale in tutte le relazioni. Potremo conoscere il Tantra come l’arte di creare situazioni intense, in cui l’energia del cuore raggiunge sempre una profonda commozione. Nell’incontro con la bellezza interiore e la profondità scopriremo che in ognuno di noi c’è un potenziale e un universo molto più grande di quello immaginato e finora condiviso”. (Shalhim)

Ecco la presentazione di Daniel Odier:
“È essenziale capire che il tantrismo si colloca al di qua di tutte le separazioni tra la luce e le tenebre, tra uomini e dei. Il tantrismo è non-duale, considera la natura dello spirito come fondamentalmente illuminata che racchiude quindi la totalità del divino. Essa è la sorgente dalla quale nascono e alla quale ritornano tutti i fenomeni, tutte le differenziazioni, tutte le creazioni mistiche e divine, tutti i testi sacri, tutti gli insegnamenti, tutte le dualità considerate come fantasmagoriche. Il lavoro del tàntrika, l'adepto tantrico, è dunque quello di dissipare gli offuscamenti illusori da cui sorge l'ego che pone le differenze. Il tàntrika realizza allora la natura del suo proprio spirito, intrinsecamente puro. In un pensiero dualistico noi immaginiamo Dio al di fuori di noi e dirigiamo il nostro desiderio di unione verso l'esterno. Nella non-dualità, la ricerca è rovesciata, l'energia mistica è rivolta verso l'interno, verso lo spirito. Realizzare la natura dello spirito è quindi la suprema attuazione. In questa prospettiva, le passioni non sono più considerate come antagoniste alla vita mistica. La loro energia è utilizzata direttamente dal tàntrika ed è in questa grande fiammata che l'ardore dissolve l'ego.”