L'Uomo, la Religione e l'Astrologia
testo di: Giovanna Mazzarino

"........dei misteri Io sono il segreto..."
(Bhagavad Gita, Capitolo 10,38)

Da sempre l'Uomo ha cercato di scoprire il segreto celato nei misteri del mondo. L'Uomo si è sempre distinto dalle altre creature perché si è sempre interrogato su ciò che lo circonda, ed ha cercato di darsi delle spiegazioni per ciò che accade nella sua vita... L'intelligenza dell'Uomo deve essere soddisfatta, e l'intelligenza è essenziale per la comprensione delle cose. L'Uomo istintivamente sente di dover raggiungere la felicità, ma questa può essere raggiunta solo dopo che i misteri che lo circondano vengano da lui compresi e la Verità infine svelata. La felicità implica anche la lotta contro la sofferenza. Perciò, la comprensione della sofferenza è indispensabile per la comprensione della vita stessa.

Nella storia, l'Uomo razionale è a volte prevalso sull'Uomo spirituale, il Saggio che, attraverso il controllo e le rinunce, lotta per l'unione del proprio Sé con il Sé Cosmico. L'Uomo razionale trova sicuramente molto difficile comprendere le motivazioni del Saggio, il quale conduce la sua vita a beneficio di tutti. La Materia contro lo Spirito. Come risulta difficile all'Uomo unire il materiale e lo spirituale in un amalgama perfetto che possa permettergli di vivere nella pace e nella comprensione!

"L'Uomo buono non dimentica la sua Anima"
(Dostojevskji)

La Religione è stato il primo tentativo dell'Uomo di dare una spiegazione del mondo. E' il risultato della sua ricerca della Verità e della felicità in questa vita. Nella filosofia moderna, la parola religione non significa altro che la relazione dell'Uomo con il mondo sopranaturale ed eterno. E' nella Religione - e non importa se nel Confucianesimo, Cristianesimo, lnduismo, Buddismo, Islamismo, Giudaismo, etc. - che l'Uomo ha trovato una visione della Realtà che lo ha soddisfatto. La Religione gli ha svelato alcuni dei misteri di questa vita, o almeno questo è quanto l'Uomo ha voluto credere nei Secoli. E' tutta un'illusione? Tutte le religioni implicano una Fede, perciò nessuna religione metterebbe in dubbio la Verità svelata.

Alcune religioni primitive consideravano le stelle nel cielo come degli dei: il cielo è stato sempre considerato uno dei "misteri" dell'universo, e perciò "divino". Comunque, una caratteristica comune a tutte le religioni - anche le primitive - è la relazione fra Cielo e Terra, spirituale e materiale, forze cosmiche Femminili e Maschili - Yin e Yang nella filosofia cinese. E l'Uomo deve lottare per equilibrare queste due forze naturali, perché possa condurre una vita giusta e retta, in modo da raggiungere la felicità. Ecco perché la caratteristica principale della Religione è quella di stabilire "leggi" - dharma - che regolino la vita dell'Uomo e formino i suoi valori etici. Così come per la parola dharma in sanscrito, la parola religione ha un significato concreto in tutte le lingue. In cinese, ad esempio, la parola jiao vuol dire "insegnamento": infatti, la Religione si occupa dello "insegnamento" dei valori dell'Uomo, che implicano il controllo delle sue passioni. L'Uomo è l'unica creatura che possa riuscirci, e la Religione gli dà le spiegazioni necessarie, indicandogli la via che conduce alla manifestazione di quelle forze spirituali che risiedono segretamente in lui. Il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach (1804-1872) credeva che la Natura fosse l'oggetto principale della Religione, che è la base della dipendenza dell'Uomo, il sentimento, la consapevolezza dell'Uomo che non si può esistere senza un altro essere che sia diverso da lui, e che la sua esistenza non dipende da lui. La Natura, Dio o gli dei, l'insegnamento comune a tutte le Religioni è che la nostra vita non è senza significato, e che per portare a termine il nostro "progetto di vita" dobbiamo imparare a controllare le nostre passioni e i nostri desideri.

"La Ragione non ha alcun potere nell'espressione dell'Amore.
Solo l'Amore può rivelare la verità dell'Amore, e quella di essere Amante.
La via dei nostri profeti è quella della Verità."
(Mevlana Jelalu'ddin Rumi)

Anche l'Astrologia ha avuto origine dallo stesso desiderio insito nella Religione: la ricerca della Verità in questa vita, per il raggiungimento della felicità.

Sebbene anche in Astrologia esiste un rapporto fra spirituale e materiale, Cielo e Terra, Yin e Yang, la Religione e l'Astrologia non sono identici in quanto, mentre la Religione ha come scopo ultimo il nutrimento del divino che è in noi, l'Astrologia può solo renderci consapevoli della sua esistenza, e indicarci come possiamo unire le necessità materiali con quelle spirituali, equilibrando le forze cosmiche Yin e Yang che si trovano in noi. Pertanto l'Astrologia può considerarsi uno strumento per la ricerca della nostra anima. In un certo senso, dà conferma del valore della Religione, perché dà prova dell'esistenza dell'anima. E dà anche prova dell'esistenza di una Forza Sopranaturale che è fonte della vita stessa.

Se l'astrologia è una conferma delle teorie religiose, l'Astrologia e la Religione non debbono considerarsi come due diversi approcci alla Verità. Nella carta natale, l'astrologo vede nel cielo e nelle stelle un'espressione di Dio che ha creato l'universo, e l'Uomo si trova nel centro della Sua creazione. Inoltre, la carta astrologica ci fa comprendere quanto l'influenza dei pianeti sia minima rispetto all'Onnicomprensivo e Superiore potere di Dio, che sicuramente aiuterà l'individuo a crescere spiritualmente, se vorrà incontrare il divino che è in lui e seguire i suggerimenti della Sua Presenza. Se la carta astrologica viene considerata in questa prospettiva, si noterà come gli insegnamenti religiosi e la lettura della carta natale avranno dei punti in comune, poiché quest'ultima utilizza un linguaggio ispirato dalle stelle che fanno parte di questo meraviglioso universo creato da Dio. Il filosofo greco Plutarco (50-120 A.D. circa) credeva che lo spirito che guida l'universo ha nomi e culti differenti, proprio come il Sole, la Luna, il Cielo, la Terra e il Mare sono comuni a tutti, pur essendo chiamati in modo diverso. Tutto ciò non implica assolutamente che l'Astrologia sia un altro credo religioso, come si credeva anticamente. E nemmeno che l'Astrologia sia una magia, così come si credeva in Europa durante il Medioevo.

L'Astrologia è un'arte. E fa parte della nostra Cultura. Non possiamo negarne l'esistenza, così come non possiamo negare l'esistenza dei credi religiosi. Sebbene l'Astrologia dia conferma di alcune teorie religiose - poiché guida l'individuo verso la sua crescita spirituale - non è una Religione. Alcune autorità religiose considerano l'Astrologia come l'antitesi della Religione, ma ciò è assurdo. Essi non si rendono conto che, così facendo, non solo ingannano i loro adepti, ma non assolvono alla loro stessa missione, che si deve fondare solo su principi di ordine spirituale. Sicuramente, come tutti gli esseri umani, essi potranno avere delle loro proprie opinioni, ma queste opinioni non possono tradursi in principi religiosi da rendere pubblici. Inoltre, quando si scagliano contro l'astrologia, queste autorità religiose danno l'impressione di non essere saldi nelle loro convinzioni religiose, perché vedono nell'astrologia una minaccia. D'altra parte, credo che una persona religiosa possa studiare l'astrologia per comprendere meglio il proprio carattere e le energie che sono coinvolte nella sua psiche, proprio come potrebbe studiare Psicologia, o Anatomia - se intende sapere di più sul suo corpo e le sue funzioni. Perché tutto ciò dovrebbe essere considerato come una minaccia alla propria fede religiosa? E se la Psicologia o l'Anatomia non costituiscono una minaccia, perché dovrebbe esserlo l'Astrologia? Bisogna anche considerare che siamo ormai nel III Millennio. Il passato è il passato. Io non c'ero durante il Medioevo o l'Impero Romano, ma sono qui adesso. Sono cosciente del fatto che vi sia chi ai nostri giorni si fa chiamare astrologo, ma che invece distorce il vero significato dell'Astrologia - che, ripeto, è quello di conoscere meglio se stessi e le energie che circondano l'universo, conoscenza volta al conseguimento del progetto di vita. Queste persone sono solo interessate a fare dell'astrologia un "business". Ma questo mondo è pieno di ciarlatani e truffatori! Purtroppo, si trovano in ogni settore - in Psicologia come in Astrologia o in Medicina! Pertanto, il nostro obiettivo deve essere quello di inseguire il vero significato dell'Astrologia, selezionando attentamente le persone che ne fanno un buon uso, proprio come in ogni altro settore della nostra vita.

"La Religione significa conoscere chi sono, ed esserne consapevole"
(Ludwig Feuerbach "L'essenza della Religione")

Gli insegnamenti della Religione e dell'Astrologia sono entrambi rivolti alla comprensione di chi siamo veramente, alla consapevolezza di noi stessi. Il loro compito principale è quello di istruire l'Uomo. Infatti, abbiamo prima visto quanto sia importante la Religione per l'istruzione - jiao in cinese - dell'Uomo attraverso le leggi - dharma - che mettono ordine nella sua vita. Queste leggi si riflettono nella carta natale, secondo le necessità personali di ognuno.

Il ruolo educativo dell'Astrologia mette in evidenza l'importanza dell'Animo dell'individuo così come viene indicato nella sua carta natale, nella quale l'aspetto materiale non dovrà mai prevalere su quello spirituale, ma ad ognuno di loro sarà dato il giusto riconoscimento. Deve essere ricercato l'equilibrio fra Yin e Yang. A qualsiasi religione l'individuo appartenga, nella sua carta natale saranno ben evidenziati i valori della religione, così come il suo approccio ad essi, e la via che dovrà seguire per il raggiungimento degli obiettivi spirituali.

Rahu (il Nodo Nord) e Ketu (il Nodo Sud) hanno un ruolo importante nell'identificazione del percorso spirituale dell'individuo. Guardare alla posizione di Rahu e Ketu nelle case e nei segni per capire il karma della persona sotto esame - oppure quale tipo di esperienze dovrà fare per progredire spiritualmente in questa vita - dovrebbe costituire il primo passo dell'astrologo il cui approccio può essere chiamato "educativo" e "spirituale" allo stesso tempo, perché riferito ad un atteggiamento volto a capire ed evidenziare il percorso spirituale indicato nella carta natale. L'orientalista Mircea Eliade spiega come il "centro" sia stato sempre considerato il luogo dove dimora il sacro. Secondo alcune credenze indiane, per esempio, il monte Meru si trovava nel centro del mondo, e la stella polare brilla sul suo apice. Lo stesso avviene presso i popoli Uralo-altaici, che credevano che il monte Sumeru fosse situato nel centro del mondo, e al suo apice vi fosse fissata la stella polare. In Iran, il sacro Heraberezaiti si trova nel centro della Terra ed è legato al Cielo. Credenze simili vi erano fra altri popoli e culture diverse, dalla Finlandia al Giappone. Il "centro" può indicare anche la fine del viaggio dell'individuo interessato al percorso che porta al suo sé interiore. Il percorso non è facile, ma pieno di difficoltà, pericoli, perché in fondo si tratta del passaggio dal profano al sacro, dall'effimero e illusorio alla realtà ed eternità, dalla morte alla vita, dall'Uomo alla divinità. L'accesso al "Centro" è come un'iniziazione; incomincia una nuova vita, vera e duratura, dopo una vita profana ed illusoria. Proprio come nell'atto della Creazione, il Cosmo viene dopo il Caos.

"La Terra è intrisa di Cielo
Ed ogni piccolo cespuglio si infiamma di Divinità"
(Elisabeth Barret Browning)

L'Astrologia è la prova che l'Uomo è anche fatto di spirito. E nella carta natale si vede "l'anima che lotta contro l'ignoto", ed anche "il percorso che conduce ad un mondo superiore". La vita è una continua lotta che crea sofferenza. Ma, come disse Sant'Agostino nella "Città di Dio": "Non è importante che cosa soffriamo, quanto il sentimento che accompagna le nostre sofferenze". Se noi siamo consapevoli del nostro scopo nella vita, se noi veramente crediamo in una Volontà Cosmica, Superiore, nella Volontà di Dio, se noi abbiamo la Fede, allora questo nostro sentimento accompagnerà le nostre sofferenze, attraverso le quali cresceremo spiritualmente.

Mi immagino già di sentire l'Uomo materialista che ride a ciò che ho appena detto. Lasciatelo ridere. Il suo percorso è pieno di difficoltà e pericoli proprio come quello dell'Uomo saggio, ma quest'ultimo è più forte, perché lui conosce, ed ha fiducia in se stesso e nelle forze naturali - o cosmiche - che lo circondano. Ma l'Uomo materialista ha solo il potere limitato dell'Uomo! Egli ha solo fiducia nella scienza. Non è interessato a conoscere - vidya. Non è interessato a dare un significato a ciò che lo circonda. Egli non è umile, e non può esserlo, perché l'umiltà è una delle virtù che insegna la Religione. D'altra parte, l'Uomo religioso o spirituale è colui che umilmente ringrazia il suo Dio, la Natura o gli dei, ogni giorno della sua vita. Egli ringrazia Dio per ciò che gli ha donato, Lo ringrazia per la bellezza che lo circonda, e Lo ringrazia anche per le sue sofferenze, perché egli sa che anch'esse hanno un significato.

Anche l'astrologo dovrebbe avere lo stesso atteggiamento dell'Uomo religioso, perché a lui è stata data una conoscenza che gli permette di decifrare alcune leggi della Natura.

"Finché ci sarà lo spazio,
finché ci saranno gli esseri senzienti
possa esserci anch'io
per alleviare le sofferenze degli esseri senzienti"
(Shantideva)

Concluderò considerando l'annosa questione della possibilità che esista per l'Uomo il libero arbitrio, nella Religione come in Astrologia.

Considerando ciò che ho letto sulle diverse religioni esistenti e secondo la mia personale esperienza in Astrologia, credo che vi sia una parte di libero arbitrio in tutti noi. Infatti, nella Religione - come in Astrologia - il libero arbitrio non può voler dire che l'Uomo può decidere interamente della sua vita. Ogni persona ha abilità sue proprie che non sono di altri. Per esempio, non siamo tutti bravi uomini d'affari o insegnanti. Anche se io avessi voluto diventare una donna d'affari, non avrei mai potuto, perché non sono stata dotata di quelle particolari abilità necessarie per fare buoni affari. La parte di libero arbitrio nella nostra vita è insita nella possibilità che ci viene data di scegliere.

Per l'uso che io faccio dell'astrologia, che ripeto, è essenzialmente educativo e spirituale, volto alla crescita del proprio Io, trovo che le scelte che facciamo dovrebbero coincidere con la posizione che Rahu e Ketu hanno nelle case e nei segni che occupano. Sfortunatamente, molta gente decide di rimanere dove si trova il loro Ketu. Noi ci sentiamo attratti per natura a rimanere nella posizione di Ketu, perché è più facile, dato che ci siamo ormai abituati e ci sentiamo in un certo qual modo "sicuri". Ma è tutta un'illusione. Dovremmo essere abbastanza coraggiosi per decidere in favore del percorso che ci guiderà alla nostra "nuova vita". E' qui che scatta il nostro libero arbitrio. Ho notato che persone che si trovano a dover prendere delle decisioni ma si rifiutano di farlo sono inclini ad ammalarsi, e talvolta gravemente. Ciò non è altro che una conferma di ciò che ho appena detto. Siamo abituati a pensare al Libero Arbitrio come a qualcosa facile da ottenere, ma non è così. Questa falsa comprensione ci ha fatto pensare che non può esistere, e vi sono persone che non fanno nulla nella loro vita perché pensano di non dovere, che Dio li guiderà. Ma Dio giuda coloro che hanno la volontà di intraprendere il difficile cammino che li conduce verso la felicità. Il punto sta che devono volerlo. Se mi siedo e aspetto, rimarrò dove sto. Se non decido di muovermi, rimarrò sempre nello stesso posto. E' troppo facile pensare che Dio sia responsabile di tutto. Dio ci può aiutare a raggiungere la nostra strada e a percorrerla, ma solo se lo vogliamo veramente. Io credo che tutto ciò sia indicato chiaramente nella carta astrologica, che ci può aiutare ad intravedere il nostro percorso evolutivo. Ma dopo, ognuno di noi, secondo le proprie capacità, deve muoversi verso quel percorso, cercando di evitare i cattivi aspetti che caratterizzano il segno e la casa che ospita Rahu.

La Religione e l'Astrologia possono veramente aiutare l'Uomo a creare, nel suo intimo, l'unità fra Terra e Cielo.