Astrologia & uomo moderno
testo di: Ugo Greci<> tratto da:  Erba Sacra 

" TUTTO E' PIENO DI SEGNI E SAPIENTE E' CHI DA UNA COSA NE CONOSCE UN'ALTRA"
Plotino

Forse la principale ragione del grande successo che oggi incontrano le cosiddette medicine "alternative" e, in genere, quelle di matrice orientale, è che, all'interno della cultura da cui nacquero e di cui continuano a rendere testimonianza, l'uomo fu sempre considerato un'unità inscindibile di anima e di corpo. Il benessere fisico procura un piacere non solo fisico, invita alla speranza, infonde fiducia in se stessi, dispone ad incontrare gli altri e le circostanze della vita nel segno dell'ottimismo, mentre, a sua volta, il profondo turbamento dell'anima, il suo disorientamento, il suo stato di prostrazione hanno immediate e CORRISPONDENTI ripercussioni sullo stato di salute.

Ben lo sanno, questo, i medici di valore i quali concordi dicono che il primo medico del malato deve essere il malato stesso, e che la miglior cura è quella di voler guarire.

Tuttavia, sorda e cieca dinanzi alle conclusioni cui si dovrebbe pervenire, con logica consequenzialità, partendo da queste considerazioni molto elementari, nei fatti la nostra medicina, per ragioni complesse che sarebbe troppo lungo discutere in questa sede, ma che sono comunque legate alla cultura pragmatista ed "efficientista" del nostro Occidente, s'è limitata a cancellare gli ultimi effetti del male, quelli fisici, senza intervenire sulle cause prime, che sono spirituali. Ho mal di testa, prendo l'Aspirina e il male se ne và. Raggiante e in forma, posso riprendere, come la pubblicità televisiva, la mia occupazione di prima. Ma la causa remota da cui è scaturito il mio mal di testa resta là. Peggio: resta sconosciuta.
Peggio ancora: mi abituo a pensare che essa non esista. Ora anche la medicina occidentale, al pari delle altre scienze, messa opportunamente da parte la pretesa di atteggiarsi arrogantemente a unica depositaria dell'unica verità, comincia a interrogarsi, a dubitare di sé, ad affrontare criticamente la propria storia e considerare le altre medicine con molta attenzione, senza i sospetti di qualche decennio fa quando tutto ciò che non fosse tangibile, concreto, analizzabile, riproducibile in laboratorio e conservabile "in vitro" veniva tacciato di antiscientificità o peggio. Eppure per tanto tempo, prima che l'illuminismo buttasse a mare come inutile ciarpame perle che le varie tradizioni ci avevano così provvidenzialmente tramandato, tutto questo era molto più scorrevole e naturale, perlomeno tra le classi più colte.

Nota infatti era la teoria dell'uomo come microcosmo in analogia col macrocosmo, cioè l'uomo come immagine fedele dell'universo macrocosmico: secondo questa teoria noi non troveremo mai niente fuori dall'uomo che per analogia non sia già nell'uomo e viceversa, tanto che sul tempio di Delfi era scritto "Conosci te stesso per conoscere Dio". Gli studiosi che maggiormente hanno applicato alla pratica questa teoria, sono stati senza dubbio gli Astrologi.
Mi riferisco all'Astrologia con la "A" maiuscola, la scienza dei Magi per intenderci, non a quella pratica da mentecatti che troviamo ogni giorno sui rotocalchi, o peggio ancora su riviste così dette specializzate. Contrariamente a quanto qualcuno oggi crede, e si è affermato essere cioè l'Astrologia "la figlia pazza di una madre saggia" che sarebbe l'astronomia, è storicamente certo il contrario. Mettendo da parte la sanità o insanità di madri o di figlie, l'indagine astrologica precedette e partorì quella astronomica, e ci offrì, dell'universo, una lettura d' "anima", per simboli e analogie, a cui una certa scienza moderna, che si muove nel solco del dopo-Einstein presta oggi una attenzione non irridente. Ma facciamo un esempio applicativo (fig 1 = Teoria dell'uomo zodiacale, a misura di tutte le cose). A tutti sarà capitato di vedere su qualche rivista o su stampe antiche la raffigurazione astrologica dell'uomo che porta raffigurati alla testa un ariete, alla zona del cuore un Leone, ai piedi ecc…. La cosa, considerata così, dice poco, ma se proviamo ad inserire la raffigurazione fetale dell'uomo nel cerchio zodiacale riferendo la testa al segno dell'Ariete, ci accorgiamo che ogni parte del corpo corrisponde al rispettivo segno attribuito da sempre alla tradizione astrologica. (fig 2).

Lo stesso concetto era stato ripreso da Leonardo nella sua famosissima "Ultima cena". (Fig 3) Il grande capolavoro di arte cristiana si presenta a noi con una tavolata poggiante su di un pavimento di nuvole, conferendo così una impronta metafisica alla scena. Conformemente al concetto che i quattro elementi (fuoco, terra, aria, acqua) contengono in potenza tutte le possibilità della natura e dell'esistenza umana, Leonardo ha diviso gli Apostoli in quattro gruppi. I gruppi stessi di tre figure ciascuno sono disposti lungo la mensa due a due ai lati di Gesù, che dominando il centro dell'affresco, corrisponde al Sole, mentre ogni singolo dei dodici discepoli (considerato isolatamente) rappresenta un tipo fondamentale del genere umano, in analogia con ognuno dei dodici segni dello zodiaco. All'Apostolo Simone, seduto a destra in capo alla tavolata, viene attribuito il primo segno dello zodiaco, ossia quello dell'Ariete. Il suo viso esprime irruenza, energia, azione, tutti attributi del corrispondente segno;All'ottavo posto troviamo Giuda; Il corrispondente segno, (Scorpione) è in analogia alla notte, all'insidia, corrisponde alle acque torbide.Ma ancora più significativo il dodicesimo Apostolo che, unico a mostrare i piedi corrisponde al segno dei Pesci (piedi), ultimo della sequenza dei segni iniziata con l'Ariete (testa).

Ovviamente il Cristo (Sole) li illumina tutti.
Ma per l'uomo del nuovo millennio, tutto questo, quale valore, in senso prettamente applicativo potrebbe ancora avere? In quello che potremmo definire il grande edificio della cultura contemporanea, una pietra di non poca rilevanza è senza dubbio costituita dalla scoperta dell'inconscio e conseguente avvento della psicanalisi; "l'inconscio si esprime per immagini" usava dire Carl Gustav Jung. Ma a queste immagini, alle immagini dei miti, delle leggende dei sogni, l'uomo ha guardato sempre meno, complice l'insegnamento scolastico, che ne ha smarrito il valore e la stessa psicologia che, a disagio su questo terreno sottile, preferisce concetti precisi al fluttuante e ambiguo popolo dei sogni e delle fiabe. Per fare un esempio, chi avesse problematiche non risolte nei riguardi dell'universo femminile, tenderà a proiettare il proprio più o meno conscio disagio sulle donne che lo circondano, e questo fino a quando il nodo non sarà sciolto, o, appunto, non avrà trasformato questa zona di ombra in luce, recuperando a livello cosciente quei contenuti che erano sempre stati, ma appunto perché in ombra, responsabili di avere reso l'individuo cieco a se stesso.

Ed è a questo punto che iniziamo a intravedere uno dei grandi valori dell'ASTROLOGIA!!! L'oroscopo come strumento di indagine preventiva! Cercheremo di esemplificare con un fatto concreto:
Avvenne che un giovane, a quel tempo ventiduenne, decise e pose in pratica, di trasferirsi per motivi di lavoro a Parma dalla sua città, Milano. Nulla di straordinario dunque, la cosa assunse ben presto andamento positivo, tutti d'accordo e contenti compresa la madre che tuttavia mostrò da subito, come ci si poteva aspettare, problematiche di ordine affettivo.

Tutto ciò era stato facilmente deducibile dalla analisi astrologica nei confronti della madre. Per farla breve, la somatizzazione del distacco mal digerito non si fece attendere: Diabete. Tralasciamo il fatto astrologico di per se stesso e poniamo la questione su di un altro punto di vista. Poniamo che un paio di anni prima del tempo dell'evento sopra descritto la signora avesse deciso di sottoporsi ad esame astrologico, e che, dopo attenta analisi, l'astrologo preposto avesse salomonicamente tratto la conclusione che da lì a un paio di anni si sarebbe verificata una condizione patologica, appunto diabetica.

Naturalmente di fronte ad una azzeccata previsione di tal genere un dissacratore di Astrologia non esiterebbe a dichiarare che di nulla si tratta al di fuori di un caso; Ebbene, da un certo punto di vista, pur considerando l'astrologo nella ragione, non è considerabile il dissacratore del tutto nel torto in quanto, se il principio primo o archetipo si era perfettamente manifestato, ben pochi ne avrebbero potuto garantire il piano corrispondente di realizzazione materiale. Non solo, ci potremmo soffermare circa il grado di maturità umana di quel tipo di astrologo, anche perché, al fine di determinare quadri clinici, esistono apparecchiature ben più attendibili e pratiche della carta del cielo. Di fronte a casi di questo genere, da parte dell'operatore-analista, un metodo ben più coerentemente umano, potrebbe consistere nel mettere il soggetto nella consapevolezza che, a tempo debito, gli sarà richiesto di affrontare una situazione di separazione, di distacco affettivo più o meno consistente a seconda della valutazione nelle diverse globali concomitanze. Dopo avere evidenziato la necessità di accettare le eventuali circostanze anche spiacevoli che comunque inevitabilmente fanno parte della vita, ad esempio doversi separare da un figlio come in questo particolare caso, allora, ma solo allora diviene opportuno accennare a condizioni patologiche come somatizzazione di ciò che non si è voluto o potuto accettare.

Si evidenzia così la possibilità che l'Astrologia possa essere considerata a buon diritto strumento di prevenzione della malattia. Così come è vero che in campo scientifico sono stati fatti passi da gigante come ad esempio in chirurgia, altrettanto vero è del fatto che non sono ancora stati inventati marchingegni atti a sondare quelle che sono le tematiche pratiche e funzionali, in definitiva il normale orizzonte materiale. Occorre rifarsi al concetto che guarigione non è semplicemente eliminazione di un sintomo come è paradossalmente dato per scontato dalla stragrande maggioranza della umana specie; Neanche può essere considerata vera guarigione l'eliminazione della cosiddetta causa responsabile della comparsa del sintomo, argomento tanto caro a buona parte delle cosiddette medicine alternative o naturiste, la vera guarigione è piuttosto una sorta di redenzione, un ritrovato equilibrio con l'intero universo. E' la strada additata da sempre da religioni, miti, grandi filosofie; Mostri mitici, draghi biblici, demoni e quant'altro, sono da riconoscere e accettare anzitutto all'interno di noi stessi, in un cammino in cui è possibile riconoscere nell'Astrologia una via maestra che dovrebbe indurre, quanti lo hanno scoperto, a senso di gratitudine e prostrazione verso chi, attraverso lo scorrere della storia, a fatto sì che giungesse fino a noi.

Poco ci importa di chi continuerà a considerarla come ridicolo ciarpame proveniente dal passato e compiangiamo chi continuerà ad usarla come antidoto alle proprie frustrazioni; Denigriamo chi non indugia a specularvi vigliaccamente, dissociandosi da chi non trova di meglio da fare che riempire spazi teleradiofonici e di rotocalco, contribuendo a portare foraggio a greppie per imbecilli. Se saremo disposti a metterci in discussione, ad assumerci le nostre responsabilità, rinunciando a comode proiezioni di presunta negatività sul mondo che ci circonda; se saremo disposti a rinunciare alle nostre malattie vere o fittizie che ci permettono di esercitare sugli altri forme di potere sempre più o meno meschine, ci costerà quel prezzo che sempre sarà necessario pagare per diventare più adulti, certi però che il premio finale non potrà consistere che nella LIBERTA'. Allora il cosiddetto "periodo negativo" lungi dall'essere quello spauracchio da evitare o manipolare in tutti i modi, potrà essere considerato come la grande occasione che quel determinato tempo ci offre per confrontarci con la nostra zona di ombra, dove sarà possibile cogliere anzitutto nel contenuto simbolico che la configurazione astrologica esprime, poi nel contesto concreto della condizione pratica che andrà delineandosi e, per ultimo, se non saremo riusciti nell'intento, nella malattia, quel segnale indicatore che ci addita, forse impietosamente, quella via talvolta stretta che sola ci porta verso la LUCE.