Il mistero dell’Oltre nella filosofia antica
testo di: Manuela Racci <> tratto da:  Non solo anima TV 

Dall'orfismo al Neoplatonismo un viaggio nell'antica filosofia greca dalla scoperta dell'aldilà. I miti di Platone, per esempio, sono gli strumenti per superare i limiti della ragione e proporre il Mondo delle Idee.

La scoperta dell’aldilà e la tematica della reincarnazione dai misteri orfici al Neoplatonismo, passando dal guadagno per il sempre della filosofia di Platone. Il tema dell’aldilà che trova il suo cuore germinativo nelle domande "Cosa c’è dopo la morte?", "La morte è una finis o un transitus?", "Esiste una vita oltre la vita?" attraversa fin dagli albori la storia dell’umanità che da sempre anela la presenza di una forza spirituale la cui eterna essenza sia alla base di tutte le cose: l’idea di palingenesi, di rinascita e di redenzione è antica quanto la stessa razza umana.

Interessante e suggestivo diviene, allora, per chi si riconosce homo viator, in cammino verso la consapevolezza interiore della cifra della propria esistenza, intraprendere un viaggio, scevro da tecnicismi e competenze accademiche, dentro l’antica filosofia greca - fondamento inoppugnabile della nostra quidditas e identità occidentali - per incontrare le voces di alcune scuole di pensiero e di alcuni grandi maestri, la cui riflessione può davvero stupire per la cogente attualità: dai misteri orfici alla scuola di Pitagora, da Socrate a Plotino, fino addirittura ai primi Padri della Chiesa, come Origene e perché no, lo stesso Agostino, si può cogliere la ferma certezza dell’anima immortale e divina, che decide di fare un’esperienza terrena cadendo, ciclicamente, in un corpo, della concezione dunque della reincarnazione o metempsicosi...

E in questo viaggio seducente, l’incontro che più di ogni altro risveglia risonanze ed echi con la propria interiorità e commuove per la sua pregnante modernità è quello con Platone e i suoi miti straordinari, raccontati nelle sue opere, miti alla cui forza espressiva il grande filosofo affida il compito di superare i limiti della ragione, della mente, elevando lo spirito a una visione trascendente: con quell’operazione infatti, che lui stesso chiama “seconda navigazione”, giunge a riconoscere, per primo, l’esistenza di due piani dell’essere, uno fenomenico e visibile, l’altro metafenomenico e invisibile, l’uno fisico e l’altro soprafisico, l’uno empirico e l’altro metempirico, l’uno apparente e l’altro vero.

E' la grande intuizione dell’aldilà, della vera realtà, il Mondo delle Idee, eterno, immutabile, perfetto, divino, tutto luce e armonia, tutto Amore, dove noi, che siamo costitutivamente anime, abitiamo e che ciclicamente abbandoniamo per fare un’esperienza terrena: dalle pagine del Simposio a quelle del Fedro, da quelle del Fedone a quelle della Repubblica si dischiudono al lettore universale gli orizzonti vivi del nostro destino dopo la morte, del senso escatologico del nostro vivere, per cui la tanto temuta morte è un episodio che riguarda ontologicamente solo il corpo, poichè non danneggia l’anima, anzi le arreca un grande bene, permettendole di tornare a casa... il nostro morire è vivere... la morte del corpo dischiude la vera vita dell’anima (Fedone).