L’Iridologia
testo di: Rocco Carbone <> tratto da:  In Natura Felicitas 

Fondatori dell’iridologia moderna vengono considerati Ignaz Von Peczely di Budapest (1826-1911) e lo svedese Nils Liljequist (1851-1936). Si racconta che Ignatz Von Peczely, da bambino, fosse molto attratto dagli occhi del gufo, che osservava intensamente. Quando il volatile si spezzò una zampa, notò la formazione di una diradazione della trama nella parte inferiore del suo iride. Nello stesso periodo Nils Liljequist, pastore protestante svedese, rilevò che la somministrazione di alcuni farmaci induceva una modificazione del colore e del cromatismo dell’iride. Pertanto, possiamo considerare Ignatz Von Peczely scopritore della diagnosi delle alterazioni morfologiche dell’iride, “patografia” e Nils Liljequist scopritore della diagnosi delle alterazioni cromatiche, “patocromia”.

L’iridologia è molto diffusa in Germania, Francia e America. In Italia i primi ad interessarsi di iridologia furono Luigi Costacurta, Sigfried Rizzi, Ulderico e Rudy Lanza (fautori della naturopatia italiana).

Definizione dell’iridologia

L’iridologia è una pratica di lettura diatesica (dal greco diatesis, terreno) usata principalmente in naturopatia; la sua applicazione contribuisce ad effettuare una diagnosi di tipo olistico.

Risponde alle esigenze di terapie e metodiche naturali che richiedono informazioni su aspetti generali dell’individuo, considerato un’unica entità tra mente, anima e corpo. Si basa sul principio olonomico, cioè della riproducibilità del tutto contenuto nell’infinitesimale indivisibile. Si riallaccia ai principi filosofici del micro e macrocosmo, ma anche alle leggi della fisica e della medicina: vedi la struttura di una galassia, i movimenti degli astri, come pure la struttura atomica e il movimento degli elettroni; per restare al corpo umano vedi la sua riproducibilità attraverso il suo infinitesimale DNA.

L’iridologia permette di avere una mappa dello stato diatesico e del terreno di un individuo, attraverso la valutazione della struttura, del colore e dei segni presenti nell’iride, ingrandita o fotografata con le apposite apparecchiature computerizzate (iridoscopio).

L’iridologia viene anche utilizzata quale supporto diagnostico della medicina ufficiale (definita semeiotica oftalmica) soprattutto per la valutazione dello stato o condizioni dei singoli organi abbinandola e raffrontandola con esami diagnostici strumentali: ecografia, tac, endoscopia, risonanza magnetica, ecc.

L’iridologia consiste in una valutazione della morfologia e del cromatismo dell’iride da cui è possibile desumere informazioni relative all’integrità dell’organismo, degli aspetti fisici, psichici, ereditari costituzionali e del terreno attuale. Consente quindi, di avere un quadro complessivo del soggetto della personalità, vitalità, difese immunitarie, stress, lo stato delle condizioni dei singoli organi e apparati e delle relative patologie subite o in atto.

Attraverso lo studio iridologico è possibile avere:
1. una diagnosi psicologica;
2. una diagnosi del biotipo costituzionale;
3. una diagnosi dello stato energetico fisico e mentale;
4. una diagnosi settoriale d’organo.

A buon diritto l’iridologia può considerarsi un metodo di diagnosi olistico, appartenente alle tradizioni della medicina naturale, che si propone di individuare non la malattia ma squilibri generali, insufficienze energetiche, e disadattamenti con l’ambiente. Non cura la malattia, ma riequilibra ed educa il soggetto ad un comportamento di vita più corretto. L’iridologia, oltre a dare una visione del terreno del soggetto e del suo status attuale, svolge una lettura del corpo costituzionale, abbinata alla scleroglogia (lettura dei segni, della forma, posizione e direzione dei vasi sanguigni della sclera), si ottiene una lettura dello stato acuto del soggetto, in altri termini ci rivela in questo momento quali sono gli organi o i distretti corporei in sofferenza.

Aspetti analitici dei segni dell’iride

La valutazione analitica dell’iride prevede una suddivisione virtuale in anelli, circolari, riferiti a funzioni generali rappresentate dal sistema nervoso simpatico, parasimpatico, funzione digestiva, circolazione, sistema endocrino, pelle, e in settori radiali settoriali riferiti ai vari organi.

Per avere un riferimento topografico dell’iride, è suddivisa in 12 settori come il quadrante di un orologio e in sette anelli.

La diagnosi iridologica si basa sull’osservazione di vari segni sulla superficie dell’iride: le caratteristiche del segno rivelano il tipo di patologia, mentre la localizzazione del segno sull’iride indica l’organo in cui è in atto una patologia. I principali segni rilevabili sull’iride sono i seguenti: diradazioni della trama, lacune, cripte, difetti, macchie, pigmentazioni e modificazioni cromatiche, alterazioni delle “fibre”, vascolarizzazioni.

Particolarmente importante per l’iridologo è la diagnosi bioenergetica, che permette di valutare lo stato di reattività del soggetto agli agenti infettivi, alle degenerazioni cellulari e lo stato dell’energia vitale del organismo.

L’iridologia non è considerata una metodica diagnostica appannaggio della medicina ufficiale, pertanto, non e incompatibile esercitarla un farmacia. A mio avviso rappresenta sicuramente uno dei tanti servizi che la farmacia può offrire, in tema di farmacia oriented service.