I Maestri di Saggezza. Incontro con Daniel Meurois-Givaudan
testo di: Anna Poletti <> tratto da:  AuraWeb 

Daniel Meurois-Givaudan è uno scrittore e un "investigatore dell’Akasha", la materia eterica della Terra in cui resta inciso tutto il nostro passato. Givaudan raggiunge questa dimensione lasciando coscientemente il corpo fisico, attraverso una tecnica già utilizzata duemila anni fa dagli Esseni.

Nei suoi libri, che si possono leggere come dei romanzi, Givaudan racconta la propria esperienza nella Akasha, una dimensione in cui immergendosi negli Annali, il libro del tempo, vengono riportati a galla frammenti perduti (Il Vangelo di Maria Maddalena), o rivissute esperienze di vite precedenti (Akhenaton, il Folle di Dio).

Lo scrittore è noto per il best-seller L’altro volto di Gesù, che ha fatto il giro del mondo, e per le sue investigazioni sui sottili ingranaggi della vita e della morte. Sempre in modo innovativo, ha affrontato tematiche delicate come l’aborto, il cammino dell’incarnazione dell’anima nei mesi di gestazione (Anime indesiderate. Incontro con un bambino che non ha potuto nascere e I nove scalini), o l’accompagnamento dei morenti (Cronaca di una disincarnazione. Come aiutare chi ci lascia).

I suoi ventitré libri ci stimolano verso la consapevolezza di ciò che siamo e di qual è il nostro compito sulla Terra; un aiuto allo sviluppo dell’umanità che ci ricorda che il grande messaggio, che da ogni dove giunge al cuore dell’uomo, è l’Amore.

I MAESTRI DI SAGGEZZA

- Chi sono i Maestri di Saggezza?

Sono degli esseri identici a noi, solo un po’ più "vecchi" sul cammino dell’evoluzione. Guidandoci attraverso le epoche, hanno fatto voto di non abbandonarci finché anche noi non saremo cresciuti e avremo raggiunto un certo stadio evolutivo della coscienza.

I Maestri di Saggezza hanno attraversato tutte le tappe fondamentali dell’evoluzione umana e dunque le conoscono per averle vissute, ma non sono degli esseri perfetti atterrati sulla Terra con il paracadute a cui è stato donato tutto, né dei maghi che con una bacchetta magica o i loro poteri risolvono tutte le nostre difficoltà. Sono esseri che si sono realizzati e hanno conquistato il loro stato, diventando dei modelli.

- Lei riesce a mettersi in contatto con loro. Quali sono i Maestri con cui ha stretto relazioni più profonde?

Premetto che riesco ad entrate in contatto con loro soltanto certe volte, non sempre. Quelli che ho più a cuore e con cui ho avuto i contatti più intensi sono il Maestro Gesù, che metto al primo posto, Babaji, il Maestro himalayano e la coscienza del Maestro di Shambala, che ha investito il corpo di Akhenaton. A livello femminile senza dubbio Maria Maddalena, che per me è uno dei più grandi Maestri che ho avuto il privilegio di incontrare.

- Pur provenendo da epoche e culture differenti, ritrova un senso universale nei loro specifici insegnamenti?

Sì, assolutamente. Non ho mai riscontrato nessuna divergenza tra i loro insegnamenti. Le differenze ci sono nel modo di trasmettere l’insegnamento, che varia a seconda dell’epoca, del popolo e della cultura in cui i Maestri hanno vissuto. Ma l’essenza del loro messaggio è universale. Uno riflette il colore blu, l’altro il colore verde, un altro ancora il colore viola, e così via... ma tutti i colori raccontato in fondo la stessa storia, fatta di bianco.

- Quale ritiene possa essere il messaggio di Maria Maddalena per l’umanità del secondo millennio?

Maria Maddalena ci invita ad aprirci con coraggio all’intuitività e a non essere dogmatici. Questo è uno degli aspetti caratteristici del nuovo millennio, mentre invece in passato, l’aspetto dogmatico, razionale e maschile è stato predominante, spesso a spese delle donne.

L’intuizione si proietta sempre verso lo sconosciuto, oltre le barriere facendole cadere. Alla base dell’intuizione vi è dunque l’audacia, un’altra qualità che Maria Maddalena possedeva.

La Maddalena ci ricorda soprattutto di incarnare in noi, nella nostra carne, le caratteristiche cristiche. Ricordo che quando le fu chiesto di parlare degli insegnamenti di Gesù, duemila anni fa, rispose: "Parlare? Non posso parlarne, ma guardatemi e vedrete: Lui è nella mia carne. Guardate come Sono".

- In sintesi, qual è il messaggio che i Maestri di Saggezza rivolgono oggi all'umanità?

I grandi discorsi sull’amore sono già stati fatti. "Svegliatevi, è il momento!". Questo è il loro messaggio per noi, e lo dico anche per me.

- Pensa che con tutte le trasformazioni in atto a livello planetario, anche il concetto di temporalità stia subendo dei cambiamenti?

Sì, anche se le giornate continuano a essere divise in 24 ore, è come se si fossero accorciate, e non credo sia un’impressione di tipo psicologico. Più probabilmente si tratta di un’accelerazione che si deve alla vibrazione del pianeta e che si traduce in una condensazione del tempo. Sono convinto che alcuni scienziati, in un giorno non lontano, arriveranno a poter misurare queste cose e a parlare di questa realtà su basi razionali.

E' come se le giornate fossero diventate di 17, 18 ore, invece che di 24… Io almeno le vivo così, e come me molti altri. Siamo obbligati a comprendere e a reagire più in fretta agli eventi, per stare al passo con la vita... Tutto è più accelerato, e siamo quasi "spinti" a vivere con più intensità.

NASCITA E ABORTO. CONSIDERAZIONI DA UN PUNTO DI VISTA ANIMICO

- C’è un’intenzione nel nascere e nel processo d'incarnazione?

C’è sempre un’intenzione e c’è sempre una finalità. Generalmente si tratta di sviluppare durante l’esistenza terrena semplici aspetti dell’essere, come ad esempio la volontà, la pazienza, la tolleranza.

La nostra vita è organizzata, con l’aiuto della coscienza superiore e il sostegno di quelle che io chiamo le guide spirituali, in modo tale che tutto quello incontriamo in vita ci metta di fronte a delle sfide che ci spingono a lavorare sugli aspetti di noi stessi che sono rimasti incompleti.

- Cosa pensa dell’aborto, quello provocato e quello spontaneo? Mi riferisco in particolare al suo libro dedicato all’argomento in cui, attraverso uno dei suoi viaggi astrali, le si sono aperti nuovi orizzonti su questo tema.

Penso che tutto quello che incontriamo sul nostro cammino – la nascita, la morte prematura, l’aborto – serva a un piano divino. Quello che sembra un "errore" della natura, una mancanza d’amore, non capita mai per caso, anzi è sempre finalizzato a farci crescere. Spesso il bambino che muore prematuramente ha il compito di insegnare ai suoi genitori una forma di non attaccamento.

Tutti gli eventi di questa natura hanno un motivo di insegnamento. Prendiamo l’esempio dei genitori che mettono al mondo un figlio con degli handicap, fisici o mentali; in questo caso spesso la prova non è tanto per il figlio, quanto per i genitori.

Mi sono reso conto che in molti dei casi in cui è presente una difficoltà di incarnazione, come l’aborto o le malformazioni, la maggior parte delle volte - ma non sempre – esiste una complicità a livello dell’anima, un contratto tra le anime dei genitori e dei figli. Ci si sottopone a delle prove per poter crescere mutuamente. Non dico che ciò accada sempre, perché non tutte le incarnazioni sono volontarie.

A volte gli Esseri di Luce ci spingono a incarnarci perché sanno bene di cosa la nostra anima ha bisogno. Forse non è piacevole, ma se non siamo in grado di decidere noi, allora loro ci "spronano" un po'. Esattamente come quando i genitori mandano i loro bambini in una scuola che forse ai bimbi non piace tanto, ma i genitori sanno che è quello di cui hanno bisogno.

- Le anime che stanno per incarnarsi hanno coscienza che la loro futura madre potrebbe decidere di abortire? Che potrebbero correre il rischio di non nascere?

La maggior parte delle volte si, c’è la coscienza del rischio di aborto... non dico sempre, perché l’Universo è talmente ricco e vario che non ci sono leggi fisse.

- Quanto ritiene importante la comunicazione tra genitori e feto, per un sano sviluppo del bambino?

Ha un’importanza capitale, con la C maiuscola! La comunicazione tra i genitori e il feto incide su tutta la vita del nascituro. Tutti i bambini non desiderati, oppure quelli che non sono accettati perché sono femmine e i genitori volevano un maschio, o viceversa, già nella fase fetale registrano e accumulano tutte le informazioni dei genitori e dell’ambiente, in una specie di memoria profonda che influenzerà il loro comportamento durante il corso della loro intera esistenza.

Non sto dicendo che i genitori debbano fare attenzione a tutto quello che dicono, pensano e sentono mentre aspettano un figlio – né tantomeno devono colpevolizzarsi - ma è davvero importante che abbiano coscienza di quanto lo stato di sensibilità, armonia e amore in cui un bambino è atteso e accolto orienti e sviluppi la sua capacità di reazione di fronte agli eventi della sua futura vita.

Ma, e intendo precisarlo, un essere che si incarna sa bene in quali condizioni verrà ricevuto. Bisogna andare a cercare molto lontano, a livello di gioco karmico, per poter stabilire perché si nasce proprio in quella famiglia, in quel determinato ambiente e luogo geografico, perché si capita in una famiglia con i cui membri non ci sentiamo affini, con precise caratteristiche genetiche, etc.

E’ troppo facile colpevolizzare i genitori perché, ad esempio, non andavano d’accordo o non avevano soldi... Ma cosa si cela dietro tutto questo? Cosa ha fatto sì che io sia nato proprio in questa famiglia?

- Cosa accade ai bambini nati in provetta? Hanno un’anima, e di che tipo?

Non ho la risposta, ma ritengo che l’anima debba comunque esserci. Mi chiedo però che tipo di anima si attiri in questo modo, come può essere nutrita e con che tipo di amore? Che essere umano nascerà?

Forse si incarnerà un’anima eccezionale che ha bisogno di un terreno assolutamente neutro per venire al mondo, ma forse anche degli esseri che difficilmente avranno la facoltà della sensibilità e la capacità di provare emozioni positive e costruttive.

Siamo in un grande periodo di fermento nel campo delle sperimentazioni genetiche. Credo che, prima o poi, chiunque venga al mondo e si sviluppi debba sperimentare la realtà dell’amore; questa realtà non può essere totalmente assente, e un essere che non riceve amore perché è cresciuto in provetta durante uno dei periodi più "strategici" e "fondamentali" della sua vita, come potrà reagire alla mancanza di amore e di umanità?

O è un Maestro di Saggezza che, come un cristallo, viene al mondo totalmente vergine da tutto, oppure è un essere che viene a imparare a costruire tutto in se stesso, a partire da un amore che non ha mai ricevuto...